Il presidente americano Donald Trump ha confermato che i suoi rappresentanti hanno tenuto un “lungo e produttivo incontro con gli israeliani”, al termine del quale Israele ha accettato un accordo per il cessate il fuoco. L’intesa, spiega Trump, verrà ora presentata ad Hamas dai mediatori di Qatar ed Egitto, impegnati da settimane nei negoziati di pace.
Ultimatum a Hamas: la risposta decide le sorti della tregua
“Il 50% del lavoro è fatto”, ha dichiarato Trump, sottolineando il sostegno di Israele. Ora la palla passa a Hamas, che dovrà decidere se accettare la tregua, in un momento drammatico per la popolazione civile di Gaza, dove la situazione umanitaria è al collasso.
Il presidente ha usato toni duri: “Se Hamas non accetta, la situazione peggiorerà ulteriormente”, ha affermato, lanciando un chiaro ultimatum mentre l’escalation militare prosegue senza sosta.
Gaza sotto attacco: raid israeliani e vittime civili
Nonostante l’annuncio di una possibile tregua, gli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza continuano. Secondo l’ospedale Nasser di Khan Younis, almeno 37 persone sono rimaste uccise nella parte meridionale, mentre Al Jazeerariporta 39 morti e decine di feriti in seguito al bombardamento di un internet cafè nella zona costiera a nord.
Tra le vittime figura anche Ismail Abu Hatab, noto fotogiornalista palestinese, una perdita che accende ulteriore attenzione sulla condizione dei civili e dei media locali.
Diplomazia USA-Israele: i vertici a Washington
La bozza di accordo è stata definita in occasione di un incontro a Washington, tra il ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer e alti rappresentanti dell’amministrazione americana, tra cui il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff.
Un vertice che ha segnato un punto di svolta nei colloqui diplomatici, aumentando la pressione su tutte le parti coinvolte per giungere a una soluzione negoziata.
Polemiche internazionali sulla Gaza Humanitarian Foundation
Parallelamente, si fa sempre più forte la voce delle ONG internazionali. Oltre 150 organizzazioni umanitarie – tra cui Oxfam, Save the Children e Amnesty International – hanno firmato una richiesta formale di smantellamento della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta da Stati Uniti e Israele.
Le ONG accusano la GHF di essere una struttura inefficace, politicizzata e poco trasparente, incapace di rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione di Gaza.
Una tregua possibile, ma fragile
Il futuro della tregua dipende ora dalla risposta di Hamas. Mentre cresce la pressione diplomatica internazionale, le operazioni militari e la crisi umanitaria continuano a minare ogni spiraglio di pace. Le prossime ore saranno decisive per capire se il cessate il fuoco diventerà realtà o resterà un’occasione mancata.















