Il celebre albero di Robin Hood, conosciuto ufficialmente come Sycamore Gap Tree, è stato abbattuto nel settembre 2023 da due uomini in stato di ebbrezza. A distanza di quasi due anni, la giustizia britannica ha emesso una condanna esemplare: quattro anni e tre mesi di carcere per Daniel Graham, 39 anni, e Adam Carruthers, 32 anni, giudicati colpevoli di vandalismo aggravato.
Il verdetto è stato pronunciato il 15 luglio 2025 dalla Corte Suprema britannica, che ha riconosciuto la gravità e l’irrecuperabilità del danno inflitto a uno dei patrimoni paesaggistici più amati del Regno Unito.
Un sito Unesco distrutto in una notte
L’abbattimento è avvenuto il 28 settembre 2023 lungo il Vallo di Adriano, nel nord-est dell’Inghilterra, un’area protetta e riconosciuta come patrimonio mondiale dell’Unesco. Il Sycamore Gap Tree, un acero secolare piantato alla fine dell’Ottocento, era diventato un simbolo nazionale anche grazie al film “Robin Hood – Principe dei ladri” con Kevin Costner.
Un gesto deliberato, non solo una bravata
Contrariamente a quanto inizialmente ipotizzato, le indagini hanno svelato un atto premeditato: Graham e Carruthers erano equipaggiati con una motosega e vernice spray, strumenti che confermano la volontà di distruggere intenzionalmente il monumento naturale.
Secondo la giudice Christina Lambert, il gesto avrebbe avuto come unico scopo quello di “ottenere notorietà”, in una dinamica definita “spettacolare e devastante”.
Danni per oltre mezzo milione di euro: il Sycamore Gap Tree non tornerà più
Il danno economico complessivo è stato stimato in circa 485.000 sterline (oltre 560.000 euro), tra costi di ripristino ambientale, perdita turistica e impatto culturale.
Nonostante i tentativi successivi da parte degli esperti ambientali, è stato impossibile ripristinare l’albero originale, segnando la perdita definitiva di un vero e proprio simbolo del paesaggio britannico.
Un precedente giuridico contro i reati contro il patrimonio culturale
Il caso ha aperto un dibattito nazionale sulla protezione dei beni culturali e naturali. La pena severa rappresenta un monito contro atti vandalici ai danni del patrimonio storico e ambientale, rafforzando l’idea che luoghi di valore universale debbano essere tutelati con fermezza.
L’intervento della giustizia britannica è stato salutato da molte associazioni ambientali come una svolta simbolica, necessaria per fermare la vandalizzazione dei beni pubblici e garantire il rispetto della memoria collettiva.














