Paura e caos a Traverse City, nel nord del Michigan, dove nel pomeriggio di sabato 26 luglio 2025, un uomo armato di coltello ha compiuto un attacco improvviso all’interno di un supermercato Walmart, accoltellando undici persone. L’aggressore, un uomo di 42 anni, è stato arrestato sul posto senza opporre resistenza.
Secondo quanto riferito dalle autorità, l’aggressione non sarebbe stata premeditata: le vittime sarebbero state scelte casualmente, in un gesto definito del tutto improvviso e sconvolgente.
“Urla, sangue e caos”: l’aggressione in pochi minuti
L’attacco si è consumato in pochi minuti. L’uomo avrebbe utilizzato un coltello pieghevole, iniziando a colpire i clienti vicino alle casse, per poi spostarsi nel resto del punto vendita. Testimoni parlano di scene drammatiche, con urla, panico e sangue ovunque.
Le vittime sono sei uomini e cinque donne, alcuni dei quali colpiti più volte. Gli agenti della polizia locale sono intervenuti rapidamente, ma l’aggressore era già riuscito a ferire gravemente 11 persone prima di essere neutralizzato.
Sei feriti in condizioni critiche: la situazione clinica
Il Munson Medical Center ha reso noto che sei dei feriti versano in condizioni critiche, mentre gli altri cinque sono gravi ma stabili. Almeno tre pazienti sono stati sottoposti a intervento chirurgico d’urgenza. Le autorità sanitarie seguono con attenzione l’evoluzione clinica, con risorse mediche straordinarie mobilitate in tutta la contea.
Indagini in corso: movente ancora sconosciuto
L’aggressore è stato identificato ma le forze dell’ordine non hanno ancora rilasciato dettagli sul movente. Le indagini sono in corso per chiarire i contorni della vicenda. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un gesto legato a disturbi psichici o instabilità mentale, ma nessuna pista è esclusa.
L’episodio riapre il dibattito sulla sicurezza nei luoghi pubblici e sulla gestione di soggetti potenzialmente pericolosi nei contesti affollati. La comunità locale è sotto shock, mentre Walmart ha espresso “profonda vicinanza alle vittime e alle loro famiglie”.














