Una devastante esplosione ha raso al suolo uno stabilimento chimico a circa 50 km da Hyderabad, nello stato indiano del Telangana, causando un vasto incendio e lasciando decine di vittime e dispersi. L’impianto era specializzato nella produzione di cellulosa microcristallina, una sostanza utilizzata come additivo alimentare e farmaceutico.
Squadre di soccorso al lavoro: bilancio ancora provvisorio
Secondo le prime informazioni, l’esplosione ha distrutto l’intera struttura, sprigionando fiamme e fumo che hanno reso estremamente difficili le operazioni di soccorso. Oltre 200 operatori — tra vigili del fuoco, unità di emergenza e volontari — sono impegnati nelle ricerche tra le macerie.
Molti feriti gravi sono stati trasferiti d’urgenza negli ospedali della zona, mentre il numero dei morti è in continuo aggiornamento. Al momento risultano numerose persone intrappolate, ma le operazioni sono ostacolate da una grave carenza di informazioni sui lavoratori presenti nell’impianto.
Manager irreperibili e mancanza di dati
Ad aggravare la crisi è la scomparsa dei vertici aziendali: sia il vicepresidente operativo che il vicedirettore generalesono irreperibili, complicando ulteriormente la gestione dell’emergenza.
“La mancanza di dati da parte dell’azienda ha ostacolato la nostra capacità di agire in modo tempestivo”, ha dichiarato Narayana Rao, direttore dei Vigili del Fuoco del Telangana.
Prime ipotesi: guasto a un essiccatore industriale
Le indagini preliminari suggeriscono che l’incidente possa essere stato provocato da un guasto a un essiccatore industriale situato nell’area di controllo qualità. L’impianto lavorava con materiali altamente infiammabili e reattivi. Tuttavia, le autorità locali non escludono altre possibili cause.
Il ministro capo del Telangana, Revanth Reddy, ha istituito una commissione d’inchiesta composta da cinque esperti, con il compito di individuare eventuali responsabilità aziendali e chiarire le dinamiche dell’accaduto.
Lutto nazionale e cordoglio istituzionale
Il disastro ha generato profondo cordoglio in tutta l’India. Il primo ministro Narendra Modi ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, definendo l’esplosione “una tragedia nazionale di proporzioni devastanti”.
L’ospedale di Patancheru ha confermato il trasferimento di 35 salme, mentre sono in corso le autopsie e le procedure di identificazione, rese particolarmente complesse dalle condizioni compromesse dei corpi.
Un Paese segnato da una scia di tragedie
L’esplosione di Medak si aggiunge a una lunga serie di eventi tragici: solo poche settimane fa, un disastro aereo di Air India ha causato la morte di 270 persone, sollevando nuove preoccupazioni sulla sicurezza nei trasporti e negli impianti industriali.
L’ennesima tragedia che riapre il dibattito sulla scarsa cultura della prevenzione e sull’urgenza di riforme in tema di sicurezza sul lavoro in India.















