Durante i tornei di tennis outdoor, come Wimbledon 2025, la sicurezza in caso di maltempo è una priorità assoluta. Secondo l’Extreme Weather Policy della Federazione Internazionale Tennis (ITF), un match può essere sospeso immediatamente se si verifica un temporale in prossimità del campo. Il criterio guida? La “regola dei 30 secondi”.
Cos’è la regola dei 30 secondi applicata nel tennis
Questa norma, adottata anche in altri sport, stabilisce che se si vede un lampo e si sente il tuono entro 30 secondi, il fulmine è caduto entro un raggio di 10 chilometri. In questo caso, secondo il regolamento ITF, il Supervisore del torneo ha la facoltà di interrompere la partita e ordinare che giocatori, arbitri e spettatori si mettano al riparo in zone sicure.
Il gioco può riprendere solo dopo almeno 30 minuti dall’ultima osservazione di fulmine o tuono, a conferma che il pericolo è cessato.
Un pericolo reale per atleti e pubblico
I campi da tennis all’aperto rappresentano un ambiente ad alto rischio in caso di fulmini: i giocatori si trovano al centro di un’area aperta, spesso i punti più alti nei dintorni, e sono quindi particolarmente esposti alle scariche elettriche.
Eventi tragici lo confermano: nel novembre 2024, in Perù, un fulmine ha colpito un campo da calcio durante una partita, provocando la morte di un giocatore e il ferimento di altri compagni. Anche se rari, questi episodi evidenziano la necessità di prevenire ogni rischio legato ai fenomeni meteorologici estremi.
A Wimbledon solo alcuni campi sono coperti
È importante ricordare che, pur essendo uno dei tornei più iconici al mondo, Wimbledon dispone di tetti retrattili solo su alcuni campi, come il Centre Court e il Court No.1. Gli altri restano esposti agli agenti atmosferici, motivo per cui il protocollo ITF viene applicato rigorosamente in caso di temporali.
La spiegazione scientifica dietro la regola
La regola dei 30 secondi si basa su un principio fisico elementare: la luce del lampo viaggia molto più velocemente del suono. Poiché il tuono impiega circa 3 secondi per percorrere un chilometro, se lo si sente entro 30 secondi dal lampo, il fulmine è vicino e il pericolo concreto.
Quando fermarsi diventa un dovere
Interrompere una partita a questi livelli non è mai una scelta semplice, ma in presenza di condizioni meteorologiche pericolose, la tutela della vita umana viene prima di tutto. La ITF lo ribadisce con chiarezza nel suo regolamento, e i principali tornei, tra cui Wimbledon, ne seguono le direttive in modo scrupoloso.
Una regola semplice ma fondamentale, che dimostra come anche uno sport raffinato come il tennis professionistico possa essere vulnerabile alla forza della natura — e al tempo stesso, attento a garantire la sicurezza di atleti e spettatori.















