Addio al Facebook gratuito come lo conoscevamo? Dal 2025, gli utenti europei si trovano di fronte a una scelta obbligata: continuare a usare Facebook e Instagram con pubblicità personalizzate, oppure sottoscrivere un abbonamento mensile per rimuovere completamente le ads e bloccare il tracciamento dei dati personali.
La novità è frutto dell’adeguamento di Meta alle normative europee sulla privacy, in particolare al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che impone il consenso esplicito al trattamento dei dati per finalità di marketing.
Due opzioni per continuare a utilizzare i social
Da alcune settimane, gli utenti dell’Unione Europea visualizzano una schermata con due scelte alternative:
- Uso gratuito: si accetta il trattamento dei dati personali per ricevere pubblicità personalizzata;
- Abbonamento a pagamento: si ottiene un’esperienza senza pubblicità e senza tracciamento pubblicitario.
Chi decide di non pagare continuerà a visualizzare contenuti sponsorizzati basati sugli interessi personali, mentre chi opta per l’abbonamento potrà navigare su Facebook e Instagram in modo più riservato e privo di inserzioni commerciali.
Quanto costa l’abbonamento a Facebook e Instagram senza pubblicità
Il prezzo dell’abbonamento mensile varia in base al dispositivo utilizzato:
- 9,99 € al mese da desktop
- 12,99 € al mese da dispositivi mobili (per via delle commissioni applicate da Apple e Google)
A partire da marzo 2025, ogni account aggiuntivo collegato comporterà un costo extra mensile:
- 6 € da desktop
- 8 € da mobile
L’abbonamento è valido per entrambi i social (Facebook e Instagram) ed è disponibile solo per gli utenti maggiorenni.
Meta risponde alla pressione normativa europea
Con questa nuova politica, Meta tenta di bilanciare la conformità al GDPR e la sostenibilità del proprio modello economico, basato da sempre sulla pubblicità. L’introduzione di una versione a pagamento consente all’azienda di offrire una scelta trasparente: accettare l’uso dei dati per la pubblicità o pagare per un’esperienza più privata.
La mossa rappresenta anche un tentativo di anticipare ulteriori restrizioni normative dell’UE e di prevenire sanzionilegate al trattamento illecito dei dati personali.















