A 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco potrebbe conoscere una svolta decisiva. Secondo le analisi genetiche più recenti, il cosiddetto “Dna di Ignoto 3” — rinvenuto sul corpo della vittima — è stato definito “univoco e riconducibile a una sola persona”.
Lo ha stabilito la genetista Denise Albani, consulente incaricata di riesaminare i reperti biologici. Il profilo genetico isolato è completo, comprendendo sia il Dna maschile (Y) che il Dna nucleare, elementi considerati inequivocabili sul piano scientifico.
Indagini riaperte: sotto osservazione gli ex compagni di Andrea Sempio
La Procura di Pavia e i carabinieri del nucleo investigativo di Milano stanno focalizzando le indagini su Andrea Sempio, già attenzionato nel 2017, e su alcuni suoi ex compagni di scuola dell’Ipsia Calvi di Sannazzaro de’ Burgondi, istituto che frequentava all’epoca dell’omicidio, nel 2007.
Le forze dell’ordine stanno ricostruendo la rete di relazioni dell’epoca, con accertamenti su amicizie, luoghi frequentati, abitudini e legami personali. Sono stati ascoltati anche docenti e conoscenti per verificare eventuali connessioni con il nuovo profilo genetico.
Sequestri e nuovi interrogativi: si indaga anche su vecchi suicidi
Durante le perquisizioni è stato sequestrato materiale manoscritto nella casa di Sempio, tra cui appunti e fogli personali, ora al vaglio degli inquirenti per individuare eventuali elementi utili.
Torna sotto i riflettori anche il caso di Michele Bertani, amico di Sempio deceduto per suicidio poco dopo il delitto, insieme ad altri episodi analoghi mai collegati ufficialmente all’omicidio Poggi. Gli investigatori vogliono capire se esista un filo comune tra questi eventi tragici.
Ipotesi contaminazione: indagini anche sul personale forense
Non si esclude ancora la possibilità di una contaminazione ambientale del Dna. Le verifiche attualmente in corso coinvolgono medici legali, operatori funebri e tecnici della scientifica presenti durante le prime fasi dell’indagine, in particolare durante l’autopsia del 16 agosto 2007.
Sono stati richiesti nuovi campioni biologici per escludere ogni dubbio sulla provenienza del Dna e confermare la validità della pista investigativa.
La difesa di Stasi: “Verità e giustizia non possono più attendere”
Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, legali di Alberto Stasi — unico condannato per l’omicidio — definiscono il nuovo profilo genetico «un elemento determinante» e chiedono che il caso venga ufficialmente riaperto.
«Questo Dna è univoco, completo e riconducibile a una persona precisa, diversa dal nostro assistito. Non ci sono più margini per il dubbio», ha dichiarato la difesa.
Garlasco: verso un nuovo processo?
Con un profilo genetico chiaro e tracciabile, le indagini potrebbero portare a nuove accuse formali e, potenzialmente, a un nuovo processo. Le prossime settimane saranno cruciali per verificare se il vero autore dell’omicidio di Chiara Poggi possa essere finalmente identificato e perseguito.
Il cold case di Garlasco, tra i più discussi della cronaca italiana, potrebbe così essere scritto da capo, aprendo la strada a una revisione storica e giudiziaria dell’intero procedimento.















