Nuovi sviluppi nel caso Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007: durante l’incidente probatorio disposto dal GIP di Pavia, sono state individuate otto impronte digitali tra i resti della colazione sequestrati nella villetta di via Pascoli. Si tratta di sei impronte rilevate sul sacchetto dei cereali e due sul sacchetto della spazzatura.
I risultati arrivano dopo 18 anni e sono il frutto di una ricerca di impronte latenti condotta con tecnologie più avanzate rispetto a quelle disponibili all’epoca dei primi rilievi.
Impronte parziali e ancora da valutare
Tutte le impronte rilevate sono parziali e al momento non è stato stabilito se siano confrontabili con le banche dati o con i soggetti coinvolti. Nessuna impronta è stata trovata, invece, sulla bottiglia del tè freddo né sulla confezione dei biscotti.
Come ha spiegato l’avvocatessa Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi – l’ex fidanzato della vittima condannato in via definitiva a 16 anni di carcere – “queste tracce saranno inviate in valutazione. Non è detto che siano giuridicamente utilizzabili”.
Il confronto atteso con Stasi, Chiara Poggi e altri soggetti
Secondo Luciano Garofano, ex comandante del RIS di Parma e attuale consulente della difesa di Andrea Sempio, i rilievi “potrebbero essere utili ai fini del confronto” e verranno confrontati con i profili di Chiara Poggi, Alberto Stasie dell’indagato. Tuttavia, in base agli esiti genetici finora disponibili, è più probabile che appartengano alla vittima o a Stasi, ma resta tutto da verificare.
Tracce genetiche già attribuite a Chiara e Stasi
Fino a oggi, tra i reperti esaminati – in particolare nel contenuto della spazzatura – sono state già individuate tracce genetiche riconducibili a Chiara Poggi e ad Alberto Stasi. L’identificazione di nuove impronte potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta, riaccendendo l’attenzione su potenziali nuovi scenari investigativi.
Prossima udienza il 26 settembre
La giudice Daniela Garlaschelli ha fissato una nuova udienza per il 26 settembre, durante la quale si discuterà anche della richiesta di proroga dell’incidente probatorio, preannunciata dalla genetista Denise Albani, perita del giudice.
L’indagine resta aperta e in continua evoluzione, in attesa dei risultati dei nuovi confronti dattiloscopici e delle ulteriori analisi genetiche.















