A 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emerge una svolta clamorosa: una nuova traccia di Dna maschile sconosciuto è stata individuata sul corpo della vittima. A renderlo noto è la genetista forense Denise Albani, che ha trasmesso la scoperta agli inquirenti e alle parti processuali.
Il profilo genetico, composto da ventidue marcatori, è stato trovato su un tampone orofaringeo raccolto durante l’autopsia ma mai analizzato nelle prime fasi delle indagini. Il test esclude la presenza genetica sia di Alberto Stasi (unico condannato in via definitiva), sia di Andrea Sempio, tornato al centro dell’attenzione dopo le indagini del 2017.
Due Dna maschili, uno è estraneo: si cerca l’“ignoto 3”
L’analisi ha rilevato due profili genetici maschili:
- Il primo attribuito a un tecnico di laboratorio, coinvolto nell’autopsia: classificato come contaminazione post-mortem.
- Il secondo, invece, non è associato a nessuna persona identificata finora.
Secondo la Procura di Pavia, se la contaminazione verrà esclusa con certezza, la nuova traccia potrebbe provare la presenza di un terzo uomo sulla scena del crimine, finora mai individuato.
Caso Chiara Poggi: si riaprono le indagini sul gruppo di amici
La Procura di Pavia, coordinata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dai pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, ha deciso di riaprire il fascicolo investigativo, estendendo gli accertamenti al gruppo di amici di Andrea Sempio e del fratello della vittima.
Le nuove indagini si concentrano sulle frequentazioni giovanili della vittima, cercando di individuare un profilo compatibile con il Dna rilevato. I magistrati stanno inoltre valutando la possibilità di richiamare a testimoniare soggetti già sentiti, alla luce dei nuovi elementi emersi.
Nuove perizie e test del Ris di Parma
In parallelo, gli esperti del Ris di Parma stanno effettuando ulteriori analisi sulle tracce ematiche raccolte all’epoca, con l’obiettivo di ricostruire dinamiche e responsabilità con maggiore precisione.
Le perizie biologiche attualmente in corso potrebbero fornire risposte decisive su uno dei casi più controversi della cronaca nera italiana. Se confermata, la presenza del Dna sconosciuto potrebbe cambiare per sempre la verità giudiziaria sul delitto di Garlasco.
Un assassino in libertà? Le implicazioni della scoperta
La presenza di un profilo genetico ignoto apre nuovi scenari investigativi, lasciando spazio all’ipotesi che l’autore materiale dell’omicidio possa essere ancora a piede libero. Una prospettiva che mette in discussione l’intero impianto accusatorio costruito in quasi due decenni di indagini e processi.
Il caso Chiara Poggi, finora considerato chiuso, torna con forza al centro del dibattito pubblico, riaccendendo interrogativi su giustizia, errori investigativi e verità mai del tutto chiarite.














