Un’intercettazione audio della scatola nera ha gettato nuova luce sul tragico disastro aereo di Air India, alimentando sospetti sempre più forti sull’ipotesi di un gesto deliberato.
Nel frammento audio emerso dalle indagini, uno dei piloti chiede al collega:
“Perché hai spento i motori?”
Una frase drammatica, che accende i riflettori su una possibile responsabilità diretta del comandante nella dinamica dell’incidente, e che potrebbe cambiare radicalmente il corso dell’inchiesta.
Chi era il comandante Sumeet Sabharwal: ipotesi su un gesto estremo
Al centro della vicenda c’è il capitano Sumeet Sabharwal, 64 anni, con oltre 8.000 ore di volo all’attivo e prossimo alla pensione. Secondo alcuni colleghi, il comandante sarebbe stato segnato da gravi problemi personali, tra cui un lutto recente e sintomi depressivi.
L’esperto di sicurezza aerea Mohan Ranganathan ha dichiarato:
“Aveva chiesto il prepensionamento dopo una perdita familiare, ma la compagnia non lo ha autorizzato.”
Se confermato, l’episodio solleverebbe gravi interrogativi sulla valutazione dell’idoneità psicofisica dei piloti da parte delle compagnie aeree.
Air India sotto accusa: controlli insufficienti?
La compagnia Air India aveva rilasciato una dichiarazione ufficiale, confermando che il comandante era stato ritenuto idoneo al volo in seguito ai controlli di routine. Ma ora cresce la polemica:
- Sono stati eseguiti test psicologici approfonditi?
- È stata sottovalutata la condizione mentale del pilota?
La tragedia mette sotto pressione l’intero sistema dell’aviazione civile indiana, con forti richieste di revisione dei protocolli di sicurezza.
Una tragedia senza precedenti: il peggior disastro del XXI secolo?
Il disastro Air India è già stato definito uno dei più gravi incidenti aerei del XXI secolo, con centinaia di vittime e interrogativi ancora aperti. Le autorità continuano a indagare, analizzando i dati di volo e la dinamica esatta dell’arresto improvviso dei motori.
Una domanda, tuttavia, resta senza risposta:
Perché i motori sono stati spenti?
Fino a quando non verrà chiarito il ruolo del comandante, l’ombra di un possibile atto volontario continuerà ad alimentare misteri e tensioni nel mondo dell’aviazione.













